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Il villaggio - Luf, Atollo di Heremit

Il villaggio – Luf, Atollo di Heremit

Questo posto è un paradiso. Due colline verdi unite da una lingua di terra larga un centinaio di metri. Lungo la lingua di terra, ricoperta di prato e fitta di palme, nascoste sotto gli alberi di mango e sotto altri alberi enormi dai rami nodosi coperti di fiori colorati, sono sparpagliate le capanne del villaggio. Sono costruite con foglie di palma, che invecchiando ingrigiscono, o con foglie di sagù, che sono lucide e marroni. Alcune capanne, le più vicine all’acqua sono rialzate da terra, altre poggiano direttamente sull’erba; così ci appare lo splendido atollo di Heremit.

All’estremità del villaggio sulle pendici delle colline, ci sono i giardini dove si coltivano ananas, papaie, patate dolci, e tanta verdura sconosciuta. Le due lagune infine garantiscono sempre pesce, brezza e frescura.

Noi scendiamo a terra la mattina, girovaghiamo tra una capanna e l’altra. Oramai ci conoscono  tutti, ognuno ci regala qualcosa: dei lunghi fagioloni verdi, un ananas, tre uova, una papaia verde. In cambio nessuno chiede niente. E quando ritorniamo a bordo, carichi di cose, nel dinghy, sulla spiaggia, c’è sempre qualche altro regalo, anonimo.

Io passo la gran parte del tempo con le donne. Finalmente, dopo tanti anni di Indonesia, dove la conversazione languiva per la barriera linguistica, qui ci si riesce a intendere, Quasi tutte parlano un pò di inglese e tute lo capiscono. Lo studiano a scuola e poi leggono la bibbia. Anche se siamo lontani dalla civiltà, anche se qui non viene mai nessuno, non c’è radio, televisione e poche possibilità di comunicare col mondo, il livello culturale comunque è più alto, e passare le ore a parlare con queste donne, mentre cucinano o mentre preparano il cibo è una cosa che mi diverte tantissimo. Cominciano la mattina presto, a preparare la farina di sagù, o a grattare le noci di cocco, o a pelare le patate dolci. Gli ingredienti disponibili non sono molti, ma loro li sanno combinare sapientemente. Preparano gnocchetti con farina di cassava e latte di cocco, o frittate di taro e cocco grattato, pani di cassava e banane, pani di sagù. Cucinano all’aperto, su fuochi di legna, usando pentoloni di alluminio o padelle tipo wok. La preparazione del cibo è una cosa comunitaria. C’è sempre un gruppetto di donne che lavorano insieme. Ognuna prepara qualcosa. Poi ne passa un’altra, si mette ad aiutare, poi una va via e lascia il suo pentolone in custodia a quelle che restano. Non ho capito bene come funzioni.

Quando il cibo è pronto chi passa di lì mangia qualcosa, da qualunque parte arrivi. Per lo meno così succede nel pasto di mezzogiorno!

Io mi diverto a fotografarle e a farmi spiegare come si fa. E naturalmente ad assaggiare.

“Ce lo avete questo in Italia?” mi chiedono sempre e la mia risposta è quasi invariabilmente

“No”

Sono curiose di quello che mangiamo noi.

“Pasta, riso, pizza”

“Si ma qualcosa che si mangia quando non ci sono i negozi?”

Il villaggio - Luf, Atollo di Heremit

Il villaggio – Luf, Atollo di Heremit

Allora stamattina le ho sconcertate e ho cucinato i fiori di zucca. Ce ne sono un sacco in giro e nessuno li raccoglie e tanto meno hanno mai pensato di mangiarli. Loro non sono in grado di fare la pastella, non hanno né farina né latte, così ho fatto delle piccole frittelle di uovo, sale, farina di cassava e fiori di zucca.

Ho avuto un pò di problemi con il fuoco, ma loro erano lestissime, quando si accorgevano che la temperatura dell’olio scendeva, a posizionare meglio i ciocchi di legno sotto la padella.  Alla fine abbiamo fatto un festino con frittele e noci di cocco,  erano tutte contente. Lina, la più grassa di tutte ha deciso che prepareranno un pranzo per noi. Sabato è il loro giorno di festa e non possono lavorare. Cucineranno tutto il venerdì e sabato, fuori dalla chiesa, mangeremo tutti insieme.

Poi il maestro ci ha chiesto di andare a scuola a parlare del nostro Paese. La scuola è una capanna di frasche con il pavimento di sabbia. Due lavagne ad ogni estremità,  metà bambini girati verso una delle due e l’altra metà verso l’altra. In questo modo l’unico maestro ha diviso in due livelli i bambini del villaggio,

Parlare dell’Italia! Da dove si comincia?

“…….Be, l’Italia è un piccolo paese, ma in Italia è nato un signore che ha scoperto l’America…..”

“CRISTOBAL  COLOMB!!” lo conoscono….

“E poi in Italia c’è Roma dove vive….”

“IL PAPA”

Meglio che non mi azzardi a parlare di calcio, se no chissà come finisce!

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