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Navigazione - A Nord dell'Irian Jaya

Navigazione – A Nord dell’Irian Jaya

Stiamo navigando. Siamo partiti ieri e navighiamo in un mare vuoto, deserto, e incredibilmente calmo. La distanza che ci separa da Manukwari, il prossimo centro abitato sulla costa dell’Irian Jaya,  è poco meno di 200 miglia e in condizioni normali ci vorrebbero due giorni per arrivare. In questa stagione però, l’aliseo lascia il posto ad un periodo di calme e di venti variabili, e in mare, quando non c’è vento, le distanze si dilatano. Il primo giorno abbiamo percorso solo 60 miglia. Oggi addirittura 40. Ma noi abbiamo tanto tempo. e il mare incredibilmente calmo che ci circonda è già di per se un compenso per la fatica che facciamo a far andare la barca, regolando continuamente le vele per cercare di sfruttare ogni alito di vento capriccioso. A volte ci stanchiamo, e quando sembra che tutti i tentativi per far camminare la barca siano fatica sprecata, allora lasciamo perdere tutto, montiamo il tendalino, e ci mettiamo all’ombra, con la barca ferma, a guardare questa incredibile immensità liscia che ci circonda.

E’ stato proprio in uno di questi momenti, stamattina, che una rondine arrivata chissà da dove, ha fatto due giri attorno alla barca e si è postata sulle draglie, nel punto dove lo scafo è più largo e panciuto.

E’ stata Lizzi ad avvistarla: “Carlo, sttt, prendi le macchine, fai piano, prendi il teleobbiettivo, c’è una rondine qui in coperta…..”

Con tutto il nostro armamentario di telecamere e macchine foto ci siamo appostati uno da prua e uno da poppa a riprendere e fotografare muovendoci pianissimo per non spaventarla. La rondine era piccolissima, teneva gli occhi quasi sempre chiusi e si sarebbe detto che stesse dormendo se non per il fatto che ogni tanto apriva impercettibilmente le ali, come per equilibrarsi quando un soffio di brezza la investiva.

Navigazione - A Nord dell'Irian Jaya

Navigazione – A Nord dell’Irian Jaya

E’ passata mezzora e tutto il nostro parlare pianissimo e muoversi cautamente si è rivelato inutile perchè la rondine in realtà non aveva paura per niente e non è fuggita nemmeno quando le siamo arrivati a pochi centimetri di distanza. Forse era stanca. Forse è piccola e non ha ancora paura degli uomini, chissà. Sta di fatto che la abbiamo fotografata e filmata in tutte le posizioni e da ogni distanza e angolatura. Ogni tanto si alza in volo, fa qualche giro, come per assicurarsi che tutto vada bene, poi scende e si posa in un punto diverso.

Nel frattempo abbiamo ripreso a navigare perchè c’è di nuovo il vento, una brezzolina leggera che arriva da sud, e che non riesce eppure ad increspare il mare, ma che comunque, ci fa avanzare. Siamo quasi al tramonto, e mentre trasmettiamo questo racconto la rondine è sempre li, a prua, appollaiata sul sacco del genoa pesante.

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