Gen 012000
 
Equatore - Verso Manukwari

Equatore – Verso Manukwari

“In quanti modi hai attraversato l’equatore finora?”

“In aereo, in barca, in auto, su un camion, quella volta in Kalimantan siamo scesi dalla corriera per attraversarlo a piedi.”

Sono cinque giorni che arranchiamo per cercare di colmare le 190 miglia che separano l’atollo di Ayu da Manukwari, sulla costa Nord dell’Irian Jaya (o come ormai la chiamano i suoi abitanti Papua).  Di vento ce n’è ben poco. Qualche alito un paio di volte al giorno, quando ci precipitiamo a issare tutte le vele di prua e con quattro vele piene a riva per un po’ di ore facciamo tre nodi e mezzo. A vedere l’acqua che scorre lungo lo scafo si direbbe di più, ma evidentemente c’è corrente contraria. Poi il vento se ne va, e rimaniamo  con le vele sgonfie che sbattono e il sole che ci cuoce dall’alto. Contravvenendo a tutti i nostri buoni propositi ci arrendiamo alla necessità di accendere il motore. La notte scorsa non lo abbiamo fatto, e siamo rimasti per così dire alla deriva, in mezzo al mare, con solo le rande issate per dare un po’ di stabilità alla barca. Beh, stamattina, controllando il punto, abbiamo scoperto che siamo tornati indietro rispetto al punto di ieri sera.  La corrente in una notte ha eroso il nostro misero capitale di strada percorsa.

Oggi, sotto il sole di mezzogiorno, eravamo in pozzetto alternandoci tra il timone e una misera porzioncina di ombra sotto i pannelli solari. Siamo al solstizio d’autunno e stiamo navigando praticamente sull’equatore, cioè nella classica situazione, che quando il sole è a picco, più a picco di così non si può, e che se uno a mezzo giorno si alza in piedi, l’ombra della sua testa gli si proietta sulle scarpe.

Chi sta al timone non si può muovere da li, ma chi ha il turno d’ombra, ha l’onere ogni pochi minuti di raccattare una secchiata d’acqua di mare e rovesciarla su quello al timone.

“….sì, a piedi , lo abbiamo attraversata due o tre volte, continuando a fare foto di qua e di là dall’equatore, poi la sera al ritorno, lo abbiamo riattraversato in corriera”

“Allora oggi, se vuoi,  possiamo aggiungere un nuovo modo: attraversare l’equatore a nuoto!”

“Dai. Ma quanto manca?”

“Solo quattro miglia”

Equatore - Verso Manukwari

Equatore – Verso Manukwari

E’ da ieri che stiamo navigando paralleli all’equatore. Per attraversarlo basta modificare la rotta di qualche decina di gradi, andare un po’ più sud di quello che dovremmo e quando saremo appena, appena sopra la linea fatidica scendere in acqua, nuotare verso sud per una decina di metri e poi tornare a bordo.

“Va bene, d’accordo, si può fare”

Ci siamo portati verso sud, e quando il GPS segnava 00°00’001N abbiamo spento il motore, abbiamo legato una cima lunga a poppa della barca e a turno siamo scesi in mare nuotando verso sud per un po’, poi tornando indietro e oltrepassata la barca nuotando verso nord ancora per un po’.

L’acqua era tiepida, da non dare nemmeno troppo sollievo a starci dentro, blu come l’inchiostro che usavamo a scuola, limpida e trasparente tanto che si poteva vedere il finale della cima, che penzolava a poppa.

“Squali? Ce ne saranno?”

“Non ti preoccupare, da qui ho una visibilità tale che se ne vedo uno faccio in tempo a darti l’allarme e a farti risalire.”