Filmare e fotografare

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Gen 012000
 

Con una telecamera amatoriale, in barca, si possono realizzare delle belle riprese. Però si possono fare anche dei filmati noiosissimi. Vi è mai capitato di essere invitato dagli amici a vedere il filmino delle vacanze e di dovervi sorbire ore ed ore di interminabili e noiosissime riprese traballanti? Allora capite cosa intendevo dire! La differenza tra un filmato gradevole e uno noioso non è data tanto l’abilità dell’operatore, quanto dal ritmo e dalla sequenza logica e dinamica delle scene. I professionisti filmano ore ed ore di girato, poi scelgono le cose migliori e le mettono assieme in sala di montaggio. Gli amatori non hanno a disposizione una sala di montaggio e devono farne a meno, eppure, filmando con cautela e conoscendo alcune regole, possono ugualmente ricavare dei lavori gradevoli e divertenti. Ecco allora qualche indicazione, una serie di consigli e qualche trucco.

1- Fate solo filmati brevi. Un filmato amatoriale, per essere bello deve essere breve. E’ una regola fondamentale che non conosce eccezioni. E’ una verità quasi assoluta. Quindici minuti è la durata ideale, prolungabile a 20 per i soggetti interessantissimi.

2- Ogni scena non dovrebbe durare più di 3-4 secondi, massimo 5.

Se ad esempio volete riprendere Piero che sta al timone in una tempesta, non filmatelo per un minuto di fila. Cinque secondi di ripresa frontale di Piero al timone. Poi fermate la telecamera, spostatevi, e ripartite con 5 secondi di ripresa laterale. Poi fermate ancora la telecamera, avvicinatela moltissimo, controllate la messa a fuoco ed effettuate 3 secondi di dettaglio delle mani che ruotano il timone, seguiti infine da una ripresa da lontano dello stesso soggetto. Questi 4 tagli, visti in successione, saranno sufficienti e divertenti. Ma il mare era bellissimo, direte voli, e Piero era bravissimo a governare sulle onde, e la barca avanzava a meraviglia, contro un mare grande così. Non posso liquidare tutto con 15 secondi! Allora aggiungete ancora 5 secondi di ripresa della prua della barca che si infila tra le onde, 5 secondi di vele riprese dal di sotto, il dettaglio di una landa vista sullo sfondo dell’acqua che scorre, e la scia della barca, proprio dietro la poppa. Totale 35 secondi, che daranno un’idea completa e dinamica di Piero che naviga. Provate e vedrete che viene bene.

3- Le riprese devono avere, al loro interno, del movimento.

Il movimento è fondamentale per dare ritmo al filmato. Se il soggetto della ripresa è esso stesso in movimento, (es. qualcuno che sta girando un verricello), allora non c’è bisogno di aggiungere altro. Tenete ferma la telecamera e filmate il soggetto in movimento. Se invece l’oggetto è fermo (la barca all’ormeggio o qualcuno che sta leggendo in pozzetto) allora a volte sarà bene che siate voi a dargli vita con il movimento della telecamera. Come? Facendo delle panoramiche, ad esempio, che partano da lontano e arrivino sull’oggetto, o che partendo dall’oggetto vadano a perdersi più lontano. Oppure potete usare il trucco di riprendere l’oggetto da punti di vista differenti facendo due o più viste rapidissime (non più di due secondi ciascuna) da diverse posizioni. Le sequenze brevi, viste in rapida successione, daranno vitalità alla scena.

4- Evitate di usare lo zoom e limitate l’uso del teleobiettivo

Lo zoom è un accessorio sofisticato che anche i professionisti usano poco. Quelli delle telecamere amatoriali poi sono difficili da controllare, e conviene usarli con parsimonia, o non usarli del tutto. La loro utilità è quella di consentire la ricerca della migliore inquadratura, di quella cioè con il migliore ingrandimento, ma la zumata non dovrebbe mai entrare nella ripresa. Non credete poi ai produttori di telecamere che vantano zoom molto spinti (x100, x200, o addirittura x300). Non servono a nulla e danno solo la falsa impressione di poter avvicinare i soggetti. In realtà, se si prova ad usarli, questi ingrandimenti esagerati impastano l’immagine, la rendono tremolante e di pessima qualità. Lo zoom da scegliere all’atto dell’acquisto è il classico x10. Anche il tele va usato con parsimonia. Le immagini diventano traballanti e la messa a fioco è difficile e delicata. Le cose migliorano se si monta la camera su un cavalletto, ma in navigazione, con il movimento, neanche il cavalletto darà stabilità alle vostre immagini. Quindi il teleobiettivo è da usare solo quando non se ne può fare a meno. In tutti gli altri casi, invece di usare il teleobiettivo, meglio avvicinare la macchina all’oggetto. Le immagini da vicino sono più calde, più nette e più a fuoco.

5- Tra una scena e l’altra cambiate sempre il punto di vista.

Se cominciate con un frontale seguite con un laterale. Se partite con un dettaglio, seguite con una panoramica, e così via. Ricordate di cercare dei punti di vista originali. Riprendete dal di sotto, dal di sopra, di lato, dal di dentro. La telecamera è come un occhio. Posizionate l’occhio nelle posizioni meno consuete e troverete degli scorci originali e imprevedibili. Guardate gli amici intorno a voi come usano la telecamera. Sono sempre in piedi con l’oculare attaccato all’occhio, che si guardano in giro. E’ la posizione più naturale, ma è anche la più ovvia e così si ottiene sempre la stessa visuale, e quindi la più scontata. La telecamera può dare molto di più. Basta cambiare il punto di vista. Esempio: se volete riprendere il primo piano di una persona, dopo averlo ripreso per qualche secondo dal davanti, come viene naturale, provate a portare la telecamera vicinissima al soggetto e riprendetelo dal basso sullo sfondo del cielo. La sequenza di due immagini così diverse sarà inaspettata, allegra e originale.

6- Aggiuntivo grandangolare

Riprendere in barca è difficile. Lo spazio è poco, i soggetti sono sempre in movimento e i movimenti della barca peggiorano la situazione. Non potendosi allontanare più di tanto dal soggetto della ripresa, con una telecamera normale risulta difficile fare riprese larghe, panoramiche e cose di questo genere, soprattutto all’interno. E’ necessario un aggiuntivo grandangolare da montare sulla telecamera, che ne allarga il campo visivo, e che consente di inquadrare una maggiore porzione di spazio. Queste lenti aggiuntive si trovano in vendita nei buoni negozi di video, non costano molto e consentono riprese accettabili anche in interno.

7-Non dimenticate di filmare la barca dall’esterno.

Una barca a vela è bellissima vista dalla media distanza, mentre avanza maestosa tra le onde con tutte le vele spiegate. Per fare queste riprese, ovviamente, dovete lasciare la vostra barca e portarvi lontano. Potrete farle da un molo con la macchina sul cavalletto, se la situazione lo consente, oppure potete farle dal ponte della barca di un amico che navighi in conserva con voi. In mancanza d’altro potete farle anche dal gommone, ma in questo caso bisogna che non ci sia troppo mare, altrimenti il movimento del gommone comprometterà la stabilità delle vostre immagini.

8- Il tema del filmato

Ho lasciato per ultima la cosa più importante: la storia. La sequenza con cui le immagini vengono girate deve raccontare una storia e avere un contenuto, anche se elementare, altrimenti si rischia di avere solo tante belle cartoline. Vediamo un esempio: Piero va in crociera alle Baleari. La cosa che viene spontanea sarà quella di allineare una serie di bellissime riprese di navigazione seguita da un’altra serie di bellissime riprese delle Baleari. Fatto così, per quanto le immagini siano belle, il film risulterà noiosino. Provate ad inserirci una storia: Io, Piero e Maria, partiamo per le Baleari: scene di noi che studiamo la carta del Mediterraneo, carichiamo le provviste, molliamo gli ormeggi. All’inizio il tempo è bello (scene di navigazione, albe, tramonti, scafo che fende l’acqua). Poi arriva la tempesta. Facciamo vedere il maltempo che arriva e noi che corriamo ai ripari: Piero guarda per aria col viso preoccupato, un’immagine dell’anemometro che gira vorticoso, o della lancetta che sale, prendiamo i terzaroli, onde, Piero che ascolta le previsioni, Maria che dice: “non è meglio se torniamo indietro”. Poi Piero al timone, Maria che chiude i finestrini, ancora onde, ma più grosse, poi un frangente, poi Piero che indossa la cintura di sicurezza e così via. Alla fine avvistiamo le Baleari: 5 secondi delle isole da lontano, poi un moletto, una cima che viene lanciata a terra. Scendiamo in piazza. Prendiamo il gelato. Andiamo al mercato, e così via. Con una storia, anche se semplicissima, un po’ di ritmo, e un po’ di fantasia verrà fuori un “Via col vento” in versione familiare.

La scelta della telecamera

Esistono moltissimi modelli e differenti tecnologie. Per la barca conviene orientarsi su un modello di piccole dimensioni. E’ più comodo da stivare, più agevole da usare più facile da proteggere contro spruzzi e umidità. Non conviene scegliere macchine con zoom molto spinti, come i x100 o addirittura i x300. Non servono a nulla e le case li producono solo per un’operazione di marketing, allo scopo di far sembrare più potente la telecamera. In realtà lo zoom migliore è il classico x10. Un accessorio invece utilissimo è lo steady shot, quello ottico meglio di quello elettronico, un sistema che limita il tremolio nelle riprese ed è l’ideale in barca dove tutto è sempre in movimento. Scegliete infine un modello che vi consenta anche la messa a fuoco manuale, perché quella automatica non sempre è affidabile.

Per le giornate di pioggia e per le navigazioni col tempo cattivo è bene proteggere la telecamera con una protezione perché queste macchine sono molto delicate e sensibilissime all’umidità. Le custodie subacquee vere e proprie sono costose e ingombranti, ma consentono di immergersi in profondità. Servono solo se davvero si vogliono fare delle riprese sub, e in tal caso vi serviranno anche le bombole, mute, fari, gav, etc. Poi ci sono le custodie flosce, che costano meno e che per la barca sono l’ideale. Proteggono dagli spruzzi e dalla pioggia e vi permetteranno di effettuare delle riprese ad effetto anche con il tempo cattivo, con la pioggia, con le onde che salgono sul ponte e si rompono sul vetro della telecamera.