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Un atollo bellissimo - Tra  Filippine  l'Irian Jaya

Un atollo bellissimo – Tra Filippine l’Irian Jaya

Siamo nell’atollo di Ayu, a Nord della propaggine più estrema dell’Irian Jaya, e quella che avrebbe dovuto essere una sosta di un paio di giorni, giusto per dare un’occhiata, si sta trasformando in un soggiorno lunghissimo.

Il fatto è che questo atollo è bello. Uno dei posti più belli che mi sia mai capitato di vedere. Colori incredibili, isole da sogno, lingue di sabbia che sorgono dal mare, spiagge primordiali, palme, pesci, barriere coralline, scorci di azzurro e di blu. I villaggi sono altrettanto interessanti ed ogni volta che scendiamo troviamo qualche cosa di nuovo e di strano: un tizio che si fabbrica da solo gli occhialini per andare sott’acqua, un altro che mette a seccare polpi che sembrano opere d’arte, un terzo che si costruisce da solo la canoa, un ragazzo che pesca con l’arpione, fermo, immobile, per ore sopra un sasso in attesa che passi il pesce giusto. E’ bello guardarsi attorno, ed è bello cercare di capire la lingua e la vita di questa gente. Ci sono due isole vicino a noi: Rotun e Reni. Noi preferiamo Reni perchè dopo un po’ di giorni ci siamo accorti che gli abitanti di Rotun, che delle due è la più grande, sembrano tutti un po’ strani. Quando scendiamo ci circondano in moltitudini, ridono, sghignazzano, ci seguono, scimmiottano i nostri gesti. Niente di ostile o di pericoloso, ma mettono a disagio. A Reni, invece, sono gentilissimi. Ormai tutti ci conoscono, ci sorridono, ci chiamano per nome, ci vengono incontro. Hanno accettato il nostro continuo armeggiare con telecamere e cavalletti, e quando riescono a capire cosa desideriamo si danno un gran da fare per facilitarci le cose e ci mostrano gli oggetti, si pettinano, si mettono in posa. Ogni tanto compare qualcuno con dei cocchi giovani. Vuol dire che è il momento di sedersi a bere l’acqua del cocco e a ridere con scambiando qualche battuta. Poche frasi a dire il vero perchè alla fine la comunicazione è limitata alle poche centinaia di parole di indonesiano che abbiamo imparato.

Sta di fatto che non ci decidiamo mai a partire.

“Allora partiamo oggi?”

“Si, però mi piacerebbe fare ancora qualche ripresa su una delle loro canoe….”, e ogni giorno, rimandiamo di un giorno.

Un atollo bellissimo - Tra  Filippine  l'Irian Jaya

Un atollo bellissimo – Tra Filippine l’Irian Jaya

In realtà dobbiamo deciderci perchè il percorso che ci attende tutto attorno alla Papua Nuova Guinea è lunghissimo. E poi sulla Barca Pulita non c’è quasi più nulla da mangiare. Le ultime cipolle, le ultime patate, gli ultimi cavoli sono terminati da molte settimane. Il pane, il formaggio, la carne sono ricordi lontani. Qui nell’atollo di Ayu non ci sono negozi e non si può comperare nulla.  Certo, c’è tanto pesce ed ogni volta che scendiamo a terra rientriamo quattro o cinque noci di cocco che tutti insistono a volerci regalare e che alla fine accettiamo solo per farli contenti. Ma la mancanza della verdura del pane, della frutta cominciano a farsi sentire. Gli abitanti di queste isolette integrano la loro dieta di pesce e cocco con qualche banana e qualche patata dolce che ciascuno coltiva dietro casa, irrigando ogni giorno il terreno sabbioso con l’acqua del pozzo. Se ne chiedessimo ce le darebbero, ma non ci è sembrato giusto privarli di queste verdure che per loro sono così preziose. E cosi’, in questo angolino di paradiso, mangiamo piselli in scatola e krakers, latte in polvere e fagioli bolliti.