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Terra disabitata - Costa Australiana

Terra disabitata – Costa Australiana

Da alcuni giorni ci troviamo davanti a un creek, impigriti e nullafacenti. Questo corso di acqua dolce ci ha riservato una sorpresa.

Uno stagno abitato da uccelli che avevamo trovato appena arrivati, ha infatti una specie di buco tra gli alberi che lo circondano. Sembra quasi l’imbocco di una galleria. Ci siamo entrati con il gommone, e dopo aver percorso un tratto di un centinaio di metri sotto una specie di volta formata dagli alberi, ci siamo trovati lungo un sentiero di acqua abbastanza limpida e corrente. Intorno gli alberi si sono diradati un po’, ma erano ugualmente alti e ricchi di foglie. Abbiamo risalito questo fiumiciattolo per un altro mezzo miglio , con l’acqua che diventava sempre più  limpida e corrente. E finalmente, dopo una piccola curva ci siamo trovati in una pozza d’acqua trasparente, con il fondo roccioso e coperto di muschio e una cascatella di un paio di metri che cadeva da rocce rosse, lisce e piatte.

Una piscina naturale di acqua dolce!! Meraviglioso. Oramai dall’ultima doccia a Darwin è passato più di un mese. Da allora ci siamo sempre fatti la doccia e lavati i capelli con l’acqua di mare. E tra l’altro nell’acqua torbida di questo mare verde non abbiamo ancora fatto nè una nuotata nè un piccolo bagno. Ci sono i coccodrilli, gli squali, qualche medusa velenosa ritardataria, e chi si fida a mettere dentro un solo piede non vedendo niente.

Qui invece…

“Anche qui ci potrebbero essere coccodrilli, osiamo lo stesso?”

“Si dai se arrivano li sentiamo, e poi si vedono”

Che bello, sguazzare in quell’acqua fresca e spumeggiante, con il vento che trasporta le goccioline dalla cascata. Ci siamo rimasti tutto il pomeriggio. E il giorno dopo ci siamo ritornati, armati di panni e di sapone da bucato, di carta e penna, di libri e di gallette, e ci siamo accomodati a goderci il nostro salotto privato.

Il venticello tiene lontane le mosche, gli alberi creano delle zone di ombra, ma lasciano anche entrare i raggi del sole che formano delle chiazze calde e luminose per riscaldarsi ed asciugarsi dopo un tuffo e una nuotata.

E i coccodrilli? Dopo un po’ abbiamo smesso di cercarli. Se non ne abbiamo visti il primo giorno, vuol dire che non ce ne sono. Dopotutto anche loro si dovrebbero spaventare alla nostra vista.

Ieri invece ci siamo decisi a fare qualche lavoro in barca, di quelli preparatori alla partenza. E sì, perchè sarebbe proprio ora di ripartire, e di puntare a nord.

“Hai svuotato la sentina dell’ancora?”

“No dai, lo facciamo domani”

“E le crocette da fasciare con il cuoio?”

“Domani, domani”

Il fatto è che non riusciamo a deciderci ad andare via, figuriamoci ora che abbiamo trovato la piscina!

Terra disabitata - Costa Australiana

Terra disabitata – Costa Australiana

Oggi però ci siamo decisi. Abbiamo messo sottocoperta il fuoribordo. abbiamo issato il gommone sul ponte, abbiamo verificato i perni del timone a vento, l’olio e l’acqua del motore (non si sa mai che ci sia qualche emergenza e lo si debba usare), abbiamo fatto il pieno di cherosene al fornello della cucina (se dovesse finire in navigazione riempirlo con la barca che si muove è scomodissimo), e finalmente abbiamo tirato fuori le carte nautiche delle Molucche.

Dove andremo esattamente non lo sappiamo ancora. Sicuramente eviteremo le città e i grossi centri abitati. Ci sono continuamente dei disordini e degli scontri tra cristiani e mussulmani. Ma l’esperienza di tre anni di Indonesia ci ha insegnato, che nei villaggi e nelle isolette, tutto e calmo e tranquillo e nessuno sa quello che sta succedendo dalle altre parti. L’anno scorso quando c’è stata la guerra a Timor Est, addirittura con l’intervento delle forze di pace delle Nazioni Unite, noi eravamo su un’isola a meno di 100 miglia, dove nessuno sapeva quello che stava succedendo.

Comunque domani partiamo, scuotendoci di dosso la pigrizia e rispolverando un po’ di spirito di viaggio. Poi ci penseranno il sole e il blu profondo del mare aperto a farci vincere la nostalgia della nostra piscina.

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