Gen 012002
 
Un cibo antichissimo - Port Resolution

Un cibo antichissimo – Port Resolution

La festa con il lap lap, oggi a Port Resolution c’è una festa per presentare al villaggio un bambino nato un mese fa. Alle Vanuatu ogni momento della vita di una persona: la nascita, la presentazione al villaggio, la circoncisione, la pubertà, la partenza, il matrimonio, il ritorno e si potrebbe continuare ancora, è segnato da una festa, speciale e  diversa, l’una dall’altra. Il cibo che sancisce queste feste è però uno solo: il lap lap, il piatto tradizionale per eccellenza delle isole. Forse chiamarlo piatto è un po’ pretenzioso, si tratta comunque, per gli isolani di una delle maggiori leccornie.

La preparazione del lap lap richiede molto tempo. Le donne del villaggio si radunano poco dopo il sorgere del sole per cominciare il lungo procedimento. Con la scusa di imparare, ma anche di fare un po’ di riprese, anche noi all’alba siamo già a terra, con Naomi che ci fa da guida e ci spiega le varie fasi della lavorazione.

Per prima cosa si sbucciano una montagna di yam, cassawa, patate dolci e banane. Mano a mano che sono sbucciate vengono portate in una capanna dove una decina di donne è addetta a grattugiarle. Detto così potrebbe sembrare banale, ma la cosa è molto più sofisticata. Infatti, per ogni tipo di radice, si usa una grattugia diversa. Lo yam e la cassawa, più duri, sono grattugiate con grattugie fabbricate con pezzi di lamiera forata e ritorta e poi montata su telai di legno. La parte ritorta della lamiera è più o meno lunga a seconda che si tratti di cassawa, più coriacea o di yam, più tenero. Le patate dolci vengono invece passate sulla parte centrale delle foglie di palma che si trovano alla base delle noci in cima ai cocchi. Infine per le banane, le più tenere di tutte, si usano due radici aeree della felce arborea, piene di piccoli spunzoni, messe a forma di V lungo le quali di raschiano i frutti.

Provo a cimentarmi con un po’ di grattugie, con Naomi continua a dirmi di stare attenta. Mi sembra una precauzione inutile, fino a che non vedo fino a che minimi termini lei grattugia il suo pezzo di cassawa rispetto a me e quando tento di imitarla cozzo contro i pezzi acuminati di lamiera.

Meglio lasciar stare e uscire per fare un po’ di foto. Curioso nei dintorni e mi imbatto in donne che vanno e vengono dalla foresta portando fasci di foglie di banano, che privano della nervatura centrale e dispongono sul prato. Altre donne invece sono intente a ricavare delle specie di stringhe o legacci dalle radici del pandano.

In un luogo un po’ in disparte gli uomini hanno preparato una pira di legno, sopra la quale accatastano una montagna di piccoli massi di corallo, poi ricoprono con rami di palma e danno fuoco al tutto. Lingue di fuoco si sprigionano dalla catasta e si propagano alle foglie di palma, avvolgendo tutta la pira nel fumo grigio.

Una volta acceso il fuoco gli stessi uomini si mettono a grattare una montagna di noci di cocco tagliate a metà e poi strizzano la poltiglia ottenuta e ne ricavano il latte di cocco bianco e cremoso.

Mi aggiro tra la gente per fare qualche foto, calpestando bucce di banana e inciampando in gusci di cocco e galline razzolanti e travolgendo bambini minuscoli che si disputano con i polli le bucce di banana e gli scarti.del cocco. D’improvviso arriva un urlo disumano. Non riesco a capire subito, ma poi vedo il maiale nero, che fino a poco prima era in un angolo dietro una capanna con le zampe legate,  immobile su un letto di foglie di palma. E’ stato abbattuto con il metodo tradizionale, custom come mi dice Naomi: un colpo di mazza sulla testa, un urlo che sembra umano, poi un’altra botta, qualche lamento e tutto è finito e non una goccia di sangue è andata persa!

Non ho il tempo di dispiacermi per il maiale né di schifarmi perché Naomi mi chiama. E’ arrivato il momento di iniziare a preparare i lap lap.

Un cibo antichissimo - Port Resolution

Un cibo antichissimo – Port Resolution

Le pappette ricavate dalle varie radici grattugiate, mischiate con il latte di cocco sono portate all’aperto in catini di latta. Le donne ne prendono a manate e le dispongono sulle foglie di banana, formando dei perfetti rettangoli. Poi sopra queste schiacciate si mettono dei pezzettini minuscoli di carne  oppure delle foglie non meglio identificate. Su quelle fatte con la polpa di banana non si mette niente, si useranno come dolci. E in nostro onore Naomi confeziona anche un piccolo lap lap dove, oltre ai pezzetti di carne cosparge anche del sale. Quando le farciture sono pronte, le foglie di banano vengono ripiegate formando così dei pacchetti perfettamente verdi e piatti che si chiudono con le stringhe ricavate dalle radici del pandano.

“Ecco abbiamo finito, ora dobbiamo solo cuocerlo”

Solo cuocerlo vuol dire che quando nella pira la legna si è esaurita del tutto, i sassi arroventati vanno spianati con l’aiuto di bastoni. Su quelli centrali si portano i lap lap appena confezionati, che poi vanno ricoperti con altri sassi. La gestione del fuoco fino a questo momento era spettata agli uomini, ma ora prendono il sopravvento le donne, che aiutandosi con le scorze delle noci di cocco spostano i massi incandescenti e li piazzano sopra e sotto i lap lap. Poi, una volta ricoperti i lap lap, sopra le pietre si adagiano i pezzi di maiale macellati, poi uno strato di foglie di banana, poi una montagna di tuberi spellati, e ancora foglie di banana, vecchie foglie di palma intrecciate, dei sacchi e infine si ricopre tutto con la terra. Ora il cibo si cuocerà grazie al calore dei sassi, che resterà per lungo tempo imprigionato all’interno di quella specie di forno primitivo.

Ci vuole tutto il giorno prima che il cibo sia pronto e durante questo tempo nessuno, tranne qualche bambino, mangia alcunché. Quando è quasi il tramonto gli uomini cominciano a scoperchiare piano piano la catasta che manda ancora qualche timida nuvoletta di fumo. Si tolgono i pezzi di maiale, i tuberi e finalmente appaiono i pacchetti di foglie di banana con all’interno i tanto attesi lap lap. Le foglie sono oramai marroni e carbonizzate, ma una volta aperte il cibo all’interno sembra sodo e sugoso. Le donne dispongono queste specie di torte su foglie di banano fresche e cominciano a tagliarle in pezzi. Si deve distribuire qualcosa a tutti: per prime ci sono le levatrici che hanno fatto nascere il bambino, poi le donne che hanno aiutato a preparare, poi i parenti, i padrini del bambino, via via fino all’ultima delle 123 anime che abitano a Port Resolution.

E noi naturalmente che siamo gli ospiti di riguardo, abbiamo il nostro lap lap personale, quello che Naomi si è preoccupata di insaporire con il sale. L’aspetto è invitante, una specie di budino, con una crosticina dorata e croccante tutta intorno. E il gusto? Bhe quello e tutta un’altra cosa!

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